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    Quattro libri da leggere durante la primavera

     

     

    quattro libri da leggere in primavera

    Anche se tecnicamente la primavera sia iniziata da un mese, qui in Liguria inizia a percepirsi solo ora, arrivato il bel tempo infatti, i fiori iniziano a sfoggiare tutta la loro bellezza e la mia voglia di leggere un libro è fortissima!

    Con le giornate più lunghe e il sole come compagno, si è più invogliati a spostarsi in natura per la lettura non credi? Io vado sempre a leggere nel boschetto davanti casa, seduto su un tronco di una quercia abbattuta due anni fa, ora ricoperta da muschio morbido come un cuscino da seduta.

    Oggi ti voglio consigliare quattro libri adatti alla primavera, ricchi di fiori, mistero e magia.

    Il giardino segreto – Frances Hodgson Burnett

    Un libro che non mi stancherei mai di rileggere, educazione e vizi vanno di pari passo quando si tratta di dover affrontare i propri demoni. È qui infatti che la bambina Mary Lennox, di famiglia benestante, dopo aver perso i genitori e la servitù che la viziava, si trasferisce nello Yorkshire dallo zio che non riesce ad affrontare il lutto della defunta moglie. Qui conosce il cugino Colin, che aiuterà a guarire dal suo status depressivo prendendosi cura di un giardino segreto nel quale era vietato accedere. In questo libro si cela il profondo significato del prendersi cura di se stessi seguendo la metafora attraverso la cura e la dedizione nei confronti delle piante; questo titolo regala scenari da sogno.

    Una ghirlanda per ragazze – Louisa May Alcott

    Una raccolta di racconti dove ogni capitolo include il nome di un fiore, simboleggianti il carattere delle protagoniste. I temi trattati sono intensi e profondi ma la facilità di lettura lo rende sicuramente un compagno ideale con cui passare la propria primavera. Insomma, l’autrice del famoso “Piccole donne” non smette mai di stupirmi!

    Vi lascio con una citazione tratta da uno dei racconti:

    Così ella assorbì la poesia e il fascino scozzese con la nebbia e l’aria tagliente delle brughiere e fiorì come la graziosa erica con la quale amava agghindarsi“.

    Orgoglio e Pregiudizio – Jane Austen

    Grande classico, obbligatorio da leggere. Forse il più famoso romanzo austeniano anche per i suoi riadattamenti cinematografici e che viene ciclicamente riproposto al grande pubblico anche nelle tendenze, come accade ora nel cottagecore, i luoghi usati nella rappresentazione cinematografica sono infatti protagonisti di numerosi video circolanti su instagram e tiktok (nonostante nel romanzo siano inventati).Ci troviamo nell’ Hertfordshire, immersi in un’ambiente bucolico e romantico con protagonista la famiglia Bennett composta dai coniugi e le loro cinque figlie, tra cui spicca Elizabeth che combatte per abbattere i pregiudizi provenienti dal signor Darcy, uomo benestante apparentemente burbero ma di natura colta e sensibile…

    Via dalla pazza folla – Thomas Hardy

    Primo grande successo letterario di Thomas Hardy: non fatico a crederci!

    Bathsheba Everdene, donna fuori dagli schemi, libera e appassionata, eredita una fattoria nella campagna inglese. Bella e benestante, per questo molto ambita, nello specifico da tre uomini. Questo romanzo racconta l’amore nelle sue sfaccettature: l’amore non corrisposto, l’amore per gioco, l’amore come ossessione e l’amore sincero. Sicuramente non è un romanzo di facile lettura per via delle sue lunghe descrizioni ( che personalmente amo), la narrazione molto classica e la poca presenza di dialoghi. Sono certo però che se deciderete di avventurarvi tra le pagine di questo libro ve ne innamorerete follemente.

     

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  • Cottagecore

    Maria Antonietta: un’icona cottagecore

    Tu forse potresti conoscere la delfina come una sposa vittima della ghigliottina, un’ironica sostenitrice del bouffant o come una delle cause della rivoluzione francese. Ma avresti mai pensato che potesse diventare un’icona cottagecore che influenza ancora la moda dell’era moderna?

    Ebbene si: il Museum of English Rural Life nel 2020 ha definito la regina Marie Antoniette un’icona del cottagecore .

    Ma facciamo prima un rewind…

    1783: la regina francese commissionò a Versailles la costruzione di Hameau de la Reine, una piccola realtà rurale idealizzata, ispirata ai villaggi della Normandia, diventando sin da subito uno dei luoghi preferiti della sovrana e delle dame di corte.

    Questo borgo vanta un mulino a vento, un fienile, una torre, un boudoir e una casetta di pescatori.

     

    Il “villaggio” era gestito da veri contadini assunti appositamente per Marie, pulendo con cura le mucche prima che ella si avvicinasse per mungerle in preziosi secchi di porcellana.

    Li la regina, insieme alle sue dame da compagnia, avrebbe indossato abiti da contadina emulando gesti della vita rurale: raccogliere uova, ortaggi, mungere e vantarsi del cibo appena raccolto era qualcosa che le divertiva particolarmente.

    marie antoniette
    Maria Antonietta in un abito di mussola. Da Elisabeth Louise Vigee Lebrun

     

     

     

    Non sappiamo con che spirito la sovrana impersonasse i contadini francesi, sempre più nervosi per l’atteggiamento di Marie e dei nobili, ma di una cosa siamo quasi certi: probabilmente voleva fuggire dallo stress della vita di corte.

    Ed è qui che con l’attuale cottagecore ci accomuniamo con Marie Antoniette e la sua Hameau de la Reine, come noi in questo duro periodo pandemico, anche lei sentiva la necessità di fuggire da una realtà che non riusciva più a sostenere, quella vita frenetica che ci consuma velocemente, per poter cosi godere dello spettacolo della natura.

    Avresti mai pensato che ci potessero essere tutte queste analogie tra l’era moderna e il 1700?

  • Cottagecore

    Cottagecore: il ritorno ad una vita semplice

    Come molti di voi, dopo l’avvento della prima ondata di pandemia, ho sentito un senso di soffocamento tra le mura del mio appartamento in città, desideravo tanto poter tornare a casa, tra boschi e campagne.

    Il mio più grande desiderio tra un notiziario e l’altro era quello di poter osservare e vivere qualcosa che prima davo per scontato, come l’apertura delle gemme delle querce che circondano casa mia qui in Liguria.

    Come vi dicevo qui, ero emozionatissimo al momento del mio ritorno e, cercando foto di campagne su Instagram, sono capitato sul profilo di monalogue che rappresentava appieno ciò che desideravo vivere. 

    english cottage

    Un grazioso cottage inglese totalmente restaurato, un giardino adattato ad ogni stagione, un caminetto acceso, una tazza di tè fumante, oche e tanti, tantissimi fiori. 

    Qui scopro che tutto ciò che rappresenta il mio ideale di vita ha dato il via ad uno stile ben preciso chiamato cottagecore.

    Cos’è quindi il cottagecore?

    Avete presente quando da piccoli correvate per i prati seguendo il vento, le lucciole di giugno e le distese di fiori? Oppure quando facevate visita ai nonni in campagna e li aiutavate a mungere le pecore o a raccogliere verdura dall’orto? Ecco queste sono tipiche immagini evocate nel cottagecore.

    Questo movimento principalmente estetico aspira ad un idilliaco ritorno alla natura e ad una vita semplice, che esiste sin dalla notte dei tempi. Pensate alla poesia greca e romana, si cantavano le lodi del mondo pastorale (le Bucoliche e le Georgiche di Virgilio vi ricordano qualcosa?).

    Il trend in se nasce come risultato dell’idealizzazione della vita nelle campagne, sognando una vita lontana dal caos cittadino e ritornando ad apprezzare le cose più umili e semplici, riscoprendo attimi che prima trovavano ben poco posto nella nostra quotidianità.

    La comunità cottagecore è sempre più vasta e tantissimi profili sui social network fioriscono ogni giorno nei colori più variegati. Troviamo scatti che sembrano provenire da altre epoche, cestini di vimini, picnic su tovaglie a quadri, atmosfere romantiche e bucoliche che rimandano ai romanzi di fine 800.

    Il termine ”cottagecore” deriva dalla parola cottage, la tipica abitazione presente nelle campagne inglesi, luogo di ambientazione di molti romanzi.

    Con questo stile si tende a romanticizzare ogni aspetto della vita rurale, tralasciandone quindi le fatiche che naturalmente comprendono questo tipo di vita e salvandone principalmente l’estetica idealizzata e il ritmo lento della vita di un tempo. Essendo un movimento del tutto inclusivo, ne fanno parte molti membri della comunità lgbtq+ .

    Spesso sono state mosse alcune critiche nei confronti dell’estetica cottagecore, accusando il fatto che enfatizzando ogni lato positivo della vita pastorale si possa dimenticare la storia dei tempi da cui prende ispirazione, ricca di lati oscuri come razzismo e colonialismo.

    Credo però che con la giusta consapevolezza ci si possa sentir liberi di abbracciare questo movimento senza ovviamente dimenticare il passato, godendo comunque degli agi portati dalla modernità.

    Il cottagecore non include pregiudizi ed è bellissimo vedere come ogni persona possa sentirsi libera di rendere questo stile totalmente personale, infatti sta diventando sempre più un termine ombrello, date le svariate sottocategorie che nascono da esso.

    Troviamo ad esempio il darkcottagecore, che rispecchia maggiormente la mia estetica, la cui base sono tonalità più cupe legate alla forza della natura e con elementi che riconducono alla stregoneria, il sottobosco, la nebbia e piante velenose.

    Il goblincore, all’interno del quale si celebra la stranezza di piccoli animali di palude, muschi e funghi.

    il medievalcore, dove il nome parla da se, la sua estetica prende nome da storie di principesse e cavalieri avvolti dal mistero tra le mura di castelli in rovina.

    Vi sono moltissime categorie che se volete, possiamo approfondire!

    Ora vado ad osservare le lucciole in giardino…ci vediamo presto!

     

  • la mia storia

    Il ritorno a casa

    Prima di parlare di tutto il resto voglio parlarvi del mio ritorno a casa. 

    sentiero in natura

    Come ho già accennato nel post precedente, ho vissuto tanti anni a Torino, dove pensavo di poter costruire la mia vita. Per tutti questi anni questa meravigliosa città mi ha donato tanto, alcuni meravigliosi di studio e altrettanti di lavoro.

     

    8 Marzo 2020

    Aleggiava una sensazione di pericolo nell’aria. Accendendo la tv io e miei coinquilini, con ansia crescente, abbiamo ricevuto la notizia che l’Italia sarebbe entrata in lockdown e, con la tristezza nel cuore, rimanemmo rinchiusi in un appartamento per circa due mesi e mezzo.

     

    Fu un periodo difficile da affrontare,specialmente a livello psicologico, ci si innervosiva per nulla e si faticava a trovare alcuni beni di prima necessità. 

     

    Un giorno decisi di armarmi di coraggio e, con mascherina ben aderente al viso, azzardai una passeggiata nella piazza vicina a casa. Che dire, è stato stranissimo. Polizia ad ogni angolo e un silenzio surreale riempiva la città.

     

    Il mio sguardo si soffermò per qualche minuto su una magnolia in piena fioritura, facendomi venire i brividi. Non ero mai stato così tanto lontano dalla natura.

     

    Terminati i mesi di lockdown decisi di fare velocemente le valigie e organizzare il mio ritorno a casa. Mi organizzai velocemente e una mattina di maggio piu calda del solito scappai verso la stazione per prendere il primo treno disponibile.

     

    Il cuore batteva forte perché non sapevo cosa aspettarmi dal viaggio, mi interrogavo sulle emozioni che avrei provato una volta tornato a casa. 

     

    Durante il viaggio in treno la mia testa viaggiava da sola verso luoghi sconosciuti, contando gli alberi di pesco in fiore che incontravo lungo il tragitto.

     

    Ore 14.27: arrivo a destinazione.

    Il cuore batte all’impazzata e mio padre mi aspettava in stazione, contentissimo di rivedermi sano e salvo dopo tutto questo tempo.

     

    Essendo mio padre una persona frenetica e premurosa, per prima cosa mi accompagnó dal meccanico per sistemare un problema alla mia macchina, in modo che potessi essere subito autonomo.

     

    Una volta consegnata la macchina per la riparazione mi fu detto di tornare dopo mezz’ora.

     

    Decisi di fare una breve camminata lungo il fiume poco distante e, che dire, è stato difficile trattenere le lacrime per ciò che videro i miei occhi. 

     

    Ovviamente furono lacrime di gioia perché, oltre al rumoroso silenzio della natura, vedevo finalmente il verde dei giunchi sulle bordure del fiume, con una cornice di olmi e sambuco in fiore. Sentivo il profumo dei fiori dei rovi e il ronzio delle api creava una sinfonia giocosa per le mie orecchie.

    fiori di sambuco

    Passato il tempo di attesa tornai a ritirare la macchina felice come un bambino, chiedendomi dove mi sarei potuto dirigere alla prima occasione utile. 

     

    Prima di entrare in officina mi voltai ancora una volta, accorgendomi forse per la prima volta nella mia vita di quanta bellezza avessi intorno a me che mai sono riuscito ad apprezzare come in quell’istante.

     

     

    Questa esperienza è stata una perla rara e capii che avrebbe determinato il mio definitivo ritorno a casa nella mia splendida Liguria.

  • la mia storia

    Posso offrirti una tazza di tè?☕️

    Benvenut*!

    Un pomeriggio d’inverno, sorseggiando una tazza di tè sono arrivato a creare questo piccolo spazio con l’aiuto di un’amica.


    Conosciamoci!

    Io sono Fabio, da tempo sognavo di aprire un blog dove poter parlare della vita che mi circonda e della bellezza delle piccole cose. Ho iniziato tempo fa su instagram raccontando di me e le mie passioni.

    Ho deciso di dar vita a questo piccolo spazio con l’idea di condividere passioni e vissuti sotto varie sfumature, partendo dal mio ritorno alla mia casa natale in Liguria subito dopo la prima ondata pandemica.

     

    Sono stato lontano tanti anni(otto per esattezza),vivendo a Torino, città dove ho completato gli studi e dove pensavo di poter continuare a vivere la mia vita. Con l’avvento della prima ondata pandemica ho capito però di dover rincorrere un tenore di vita più semplice, quella vita in cui ti sorprendi per i piccoli gesti e colorata delle più romantiche sfumature floreali presenti nei giardini dei romanzi ottocenteschi.

     

    I miei articoli saranno frammenti di vita, tratteranno tematiche tra cui natura, giardinaggio e slowliving, il tutto in una cornice cottagecore.
    Inoltre parlerò della mia bellissima e sottovalutata regione, facendovi scoprire questa terra, colma di luoghi meravigliosi e piccoli borghi avvolti da meraviglie.

     

    Vorrei trasmettervi la passione e l’amore che provo per queste parentesi che compongono la mia vita e, di conseguenza, conoscere altre persone con cui poter condividere tali passioni.

     

    Nel caso non lo facessi già e volessi avere un’anteprima del mio magico mondo, seguimi su Instagram! Mi troverai cercando “endless_romance”.

     

    Dopo questo piccolo preambolo posso solo dire una cosa: prepara la merenda, io ho già messo su la teiera e… seguimi in giardino per una tazza di tè!endless romance presentazione